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I Corsi settimanaliline1line2

Lunedi – Mercoledi dalle 10.30 alle 11.30
Costellazioni Familiari

Martedi – Giovedi dalle 12.00 alle 13.00
Apertura Chakra

Venerdi dalle 11.00 alle 12.00
Sessione Reiki con insegnante Primo livello

Sabato dalle 10.00 alle 12.00
Giornata di Formazione presieduta dalla dottoressa Rossana Palazzo, psicologa specializzata in psicoterapia umanistico-bioenergetica

Giornata di Formazione

Argomenti da trattare
• Accoglienza: significato e saper metterne a fuoco l’obiettivo in relazione al contesto aziendale.
• Best practice e cose da non fare.
• Empatia, assertività, dimostrarsi sicuri.

• Focus sulla postura e lo standing.
• Cosa fare se dall’altra parte qualcuno non ci accoglie. Gestione situazioni critiche.
• Accogliere secondo il proprio stile e sapersi sintonizzare con l’altro. Sapersi confrontare con il diverso. Fondamenti di Employer Branding.

Costellazioni Familiari

Le Costellazioni Familiari sono un metodo di presa di coscienza e risoluzione di una vasta gamma di problematiche che derivano dalla famiglia di origine e possono manifestarsi nella vita di ogni giorno sul piano del benessere individuale, delle relazioni interpersonali, del processo di autorealizzazione.
Attraverso il metodo delle Costellazioni Familiari possiamo infatti prendere coscienza di ingiustizie, esclusioni, privazioni vissute dai nostri antenati la cui memoria dolorosa potrebbe essere arrivata fino a noi e inficiare in qualche misura la nostra vita.
Lasciando agire la rappresentazione scenica, possiamo comprendere a fondo l’origine del processo che stiamo vivendo, reintegrare nel sistema le informazioni mancanti per rimettere ordine nel sistema.
Utilizzando il metodo delle Costellazioni Familiari si opera per ricostruire la proprie linea genealogica e prendere coscienza di eventuali traumi (la morte, la malattia, la guerra, i fallimenti), ingiustizie, esclusioni, privazioni e vissute all’interno del sistema familiare, sociale e culturale: tutte queste informazioni vengono
infatti trasmesse dagli antenati ai discendenti.
Non è detto che questo sia semplice: molto spesso quello che viene rappresentato nelle costellazioni è uno scenario totalmente sconosciuto e inedito. E non potrebbe essere altrimenti, in quanto la costellazione ci mostra non solo quello che già sappiamo sulla nostra famiglia (per cui riconosciamo con stupore certi atteggiamenti e comportamenti riportati precisamente dai rappresentanti); il vero contributo di una costellazione consiste nello svelarci quello che non sappiamo riguardo la nostra famiglia.
La cosa importante è aprirsi alle informazioni che arrivano, accogliere con fiducia anche le rivelazioni più sconcertanti: talvolta capita che la costellazione riveli addirittura delle informazioni sconosciute al cliente, ma puntualmente confermate da successive indagini. In ogni caso, qualunque cosa emerga dalla costellazione, il nostro livello di coscienza è in grado di elaborarlo e di assimilarlo, aumentando la nostra consapevolezza e permettendo così al nostro campo morfogenetico di riassestarsi più in profondità.

Apertura dei chakra

Aprire i chakra: ecco cosa significa

Il chakra si apre come un fiore Gli studiosi di induismo ed i seri praticanti di meditazione o yoga sono molto cauti quando parlano di chakra, kundalini e tecniche di risveglio, poichè conoscono bene l’incredibile potenziale racchiuso in queste pratiche dalla storia millenaria.
Un potenziale non solo costruttivo, ma anche eventualmente distruttivo, perchè legato ad energie primordiali molto difficili da contenere.
Negli ultimi decenni, anche in ambito accademico e scientifico qualche mosca bianca ha cercato di approfondire lo studio dei chakra, per fare chiarezza sui potenziali racchiusi in questa antichissima dottrina.

Dalla Psicologia alla scienza

Dopo Arthur Avalon, il divulgatore della dottrina dei chakra e del tantrismo in Occidente, fu Carl Gustav Jung, a studiare il significato dei chakra in relazione con l’inconscio collettivo ed il progresso spirituale dell’uomo. Nella lettura junghiana, il risveglio di kundalini e la conseguente apertura dei chakra coincidono con l’attivazione delle potenze dell’inconscio, l’apertura al sovra-personale ed al numinoso, quindi più in generale alla sfera della spiritualità nei suoi massimi gradi.

Aprire i chakra, secondo Jung, significava dunque passare da un’esistenza ego-centrica ad esperienze di tipo extrapersonale, aprendosi allo smisurato serbatoio del Sè con tutti i rischi che ciò comporta, ovvero il pericolo di essere travolti dalle istanze e dai contenuti più ombrosi ed inquietanti dell’inconscio.

Psicologia junghiana a parte, esistono numerosi studi che mettono in relazione l’apertura dei chakra con il campo energetico dell’uomo, la salute e la felicità. Cercando, a volte, di “misurare” e provare scientificamente quanto è attestato dalla vista sottile degli spiritualisti.

“Chakra aprire la biopsicoenergetica” di Livio Vinardi, ad esempio, studia i chakras come vortici energetici nel campo astrale dell’uomo, una sorta di campo corpuscolare che è il naturale prolungamento (sul piano sottile) del nostro corpo fisico. Aprire i chakra, secondo Vinardi, significa depurare il nostro corpo sottile dalle “scorie” e dagli squilibri energetici, ritrovando quell’armonia portatrice di salute e benessere a 360°, ma anche foriera di esperienze extrasensoriali e spirituali.

Anche lo psichiatra John Pierrakos ha sottolineato, con la sua mappa dei chakra, l’importanza di un funzionamento armonioso dei “vortici” energetici, mancando la quale si manifestano una serie di disfunzioni a livello muscolare, caratteriale o psichico.

In tale direzione sono fondamentali gli studi di Hiroshi Motoyama, scienziato giapponese che ha studiato nel dettaglio il funzionamento dei chakra. Aprire i chakra, nella visione di Motoyama, significa consentire alla kundalini di scorrere lungo la sushumna grazie ad una pratica costante di asanas yoga e mudra, esattamente come indicano le antiche prescrizioni indù.

Cosa è il Reiki

Il Reiki è una tecnica giapponese, immediata e naturale, che, usando le proprie mani, permette di riequilibrarsi e ritrovare il benessere psichico e fisico.
È così semplice che tutti possono impararla in un fine settimana, persino i bambini.
Più in particolare il Reiki è una semplice ed efficace tecnica di riduzione dello stress, di rilassamento e di ripristino della salute fisica attraverso l’uso della cosiddetta “energia universale”, ovvero l’energia che permea l’universo e costituisce il “mattone” fondamentale di ogni cosa vivente o inanimata, come ben ha descritto la fisica moderna. Il Reiki è spesso definito come una tecnica di auto-guarigione, in quanto, sebbene l’energia si possa trasmettere anche ad altre persone, viene in genere utilizzata principalmente dal reikista su di sé. Proprio in questo sta la bellezza del Reiki: nella sua versatilità, nella possibilità di adattarne tempi e modi alle proprie esigenze ed al proprio stile di vita, come un dono fatto a se stessi.
Il Reiki non ha dunque nulla a che vedere con religioni, sette e filosofie, ma è invece una semplice tecnica che chiunque può praticare, ed ha come punti di forza principali:
– l’estrema semplicità, con la conseguente facilità dell’apprendimento (circa 12 ore di corso, in genere in un fine settimana o in tre serate consecutive);
– l’immediata verifica delle sue possibilità (già durante il corso l’energia inizia a scorrere ed è quindi possibile sperimentare immediatamente i suoi benefici);
– la potente azione riequilibrante che si manifesta anche a livello emotivo e mentale della persona;
– la “delicatezza” (non si tratta di un massaggio) e l’assenza di controindicazioni.

Tutti possono utilizzare il Reiki: neonati, bambini, donne in gravidanza, anziani e malati!
Il Reiki fin dalle sue origini è organizzato in LIVELLI, tuttavia il primo livello è quello fondamentale. La nostra scuola propone corsi di primo, secondo, terzo livello e un percorso per l’insegnamento (Master).
L’energia di cui si parla più sopra non è quella propria dell’operatore ma è prelevata all’esterno di esso e canalizzata (attraverso i canali che tutti abbiamo, e che sono ben conosciuti da coloro che praticano agopuntura o Shiatsu) nelle braccia e fino alle mani, dalle quali fuoriesce per curare l’operatore stesso (se le mani saranno appoggiate su di lui) o un’altra persona. In pratica l’operatore Reiki è come un filo della luce: durante il corso viene connesso con la fonte primaria (la rete elettrica…) dalla quale può attingere ogni volta che vuole e nelle quantità necessarie, lasciando che l’energia scorra dolcemente dentro di sé per uscire dalle mani. Non sono quindi necessarie doti personali (diversamente dalla pranoterapia), tutti posseggono “l’impianto elettrico”, occorre solo connetterlo. L’elettricista che effettuerà la connessione è l’insegnante di Reiki, per mezzo di un’apposita tecnica Reiki applicata su ogni allievo singolarmente: tale momento viene chiamato in vari modi, per esempio “attivazione”, e da quel istante l’energia scorre attraverso l’allievo, che impara a farla partire e ad usarla. Per questo è così veloce imparare il Reiki: perché viene “dato”, più che imparato. È sufficiente partecipare ad un Corso Reiki di Primo Livello della durata di 12 ore!

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